Il 2026 conferma importanti agevolazioni fiscali per chi ristruttura casa. La Legge di Bilancio proroga il Bonus Ristrutturazioni, che permette di detrarre fino al 50% delle spese anche per la sostituzione delle porte interne, anche se solo in determinati casi.
Se stai pianificando una ristrutturazione che include anche le porte interne, Venus Design ti offre soluzioni che uniscono design e qualità artigianale italiana, perfette per valorizzare il tuo intervento.
Prima di tutto, è bene però chiarire cosa sono i bonus edilizi. Parliamo di incentivi economici in forma di rimborsi parziali delle imposte sul reddito, che lo Stato Italiano mette a disposizione di chi ristruttura la propria casa.
Questi rimborsi consentono di recuperare parte delle spese sostenute direttamente dall’IRPEF effettivamente versata.
In caso di manutenzione straordinaria, permettono addirittura di dimezzare i costi per la sostituzione delle porte interne.
Quando la sostituzione porte interne rientra nel Bonus Ristrutturazioni?
Di norma la sola sostituzione delle porte da interno è considerata opera di manutenzione ordinaria, non straordinaria. Non permetterebbe quindi di accedere a detrazioni e sgravi fiscali.
C’è però una fondamentale eccezione.
Il bonus per ristrutturare casa riguarda anche le porte interne quando la loro sostituzione rientra in una più ampia operazione di ristrutturazione edilizia, ossia quando diviene un intervento “trainato” da altre opere di manutenzione straordinaria.
Quali sono i lavori di manutenzione straordinaria?
Per manutenzione straordinaria si intendono gli interventi che modificano parti strutturali o impiantistiche di un immobile, senza alterarne la volumetria.
Rientrano in questa categoria, ad esempio:
- rinnovo dell’appartamento o di parte degli edifici;
- la modifica della distribuzione interna degli ambienti;
- la sostituzione di pavimenti e rivestimenti;
- il rifacimento dell’impiantista.
A scanso di equivoci, i lavori di manutenzione straordinaria sono quelle operazioni per le quali occorre un’autorizzazione comunale: CILA, SCIA o permesso di costruire.
Sostituzione delle porte interne con detrazione al 50%: un esempio pratico
Un esempio tipico riguarda la ristrutturazione del bagno e del corridoio, con rifacimento di pavimenti, impianti e rivestimenti.
Trattandosi di manutenzione straordinaria, l’intervento rientra nel Bonus Ristrutturazioni 2026 e traina anche la sostituzione delle porte interne, che possono quindi beneficiare della detrazione fiscale del 50% insieme agli altri lavori.
A proposito: in questo articolo ti suggeriamo quali porte interne scegliere per ogni ambiente di casa.

I punti fondamentali del Bonus Ristrutturazioni 2026
Il Bonus Ristrutturazione (ex Bonus Casa), introdotto dall’art. 16-bis del TUIR e confermato dalla Legge di Bilancio 2026, spetta a chi effettua nell’anno corrente una ristrutturazione edilizia o un recupero residenziale.
Fissiamone i punti fondamentali:
- Detrazione del 50% per l’abitazione principale, del 36% sulle seconde case.
- La detrazione fiscale viene recuperata dall’IRPEF in 10 anni (niente sconto in fattura né cessione del credito).
- Spesa massima detraibile: € 96.000 per unità immobiliare (per l’intero intervento, non solo per la sostituzione delle porte da interno).
- Beneficiari: proprietari, nudi proprietari e titolari di diritti reali sugli immobili. Maggiori informazioni a questo link.
Esistono altre agevolazioni fiscali per sostituire le porte interne?
Negli ultimi anni si sono succeduti diversi dispositivi di agevolazione fiscale, e molti sono ormai decaduti o sono mutati, per cui si è creata un po’ di confusione che sarà meglio sbrogliare.
Dal 2026, i principali incentivi edilizi (Ecobonus, Sismabonus, Bonus Sicurezza) vengono allineati alle aliquote del Bonus Ristrutturazioni: detrazione 50% sull’abitazione principale, del 36% sulle seconde case.
Per quanto riguarda invece le altre agevolazioni:
- Il Bonus Barriere Architettoniche resta al 75%, ma non è applicabile alle porte interne.
- Il Superbonus 110% è cessato; restano solo interventi già avviati entro ottobre 2024 o lavori in zone colpite da calamità.
- Le porte intere NON rientrano nel bonus Mobili 2026.
Quali documenti servono per detrarre le porte da interno?
Vuoi far rientrare la sostituzione delle porte interne nella detrazione fiscale? In sede di dichiarazione dei redditi o di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate sarai tenuto a presentare i seguenti documenti:
- fatture con dati catastali;
- bonifico “parlante” (cioè che rechi in causale il numero e la data della relativa fattura);;
- pratica edilizia (CILA, SCIA o permesso di costruire);
- comunicazione ENEA se richiesta.
È bene ricordarsi di conservare i documenti per i 10 anni successivi all’intervento, come richiesto dalla normativa.
Quale I.V.A. per le porte da interno?
Le porte interne sono considerate beni significativi. In caso di ristrutturazione con posa in opera, si applica l’IVA al 10% sulla manodopera e su parte del valore delle porte, mentre la quota restante resta al 22%.
Ricorriamo nuovamente a un esempio per chiarire.
Hai acquistato e installato porte interne Venus Design per un totale di 10.000 €, di cui:
- 1.000 € per la manodopera (installazione)
- 9.000 € per le porte.
L’I.V.A. si calcola così:
- Manodopera:
1.000 € con I.V.A. al 10% → 100 €. - Porte (beni significativi)
I.V.A. al 10% su 1.000 € (quota “beni significativi”: parte del costo dei prodotti pari alla spesa di installazione) → 100 €;
I.V.A. al 22% sui restanti 8.000 € → 1.760 €.
Totale I.V.A.:
100 € (manodopera) + 100 € (beni significativi) + 1.760 € (residuo) = 1.960 €.
Prima di avviare i lavori, è consigliabile comunque confrontarsi sempre con un tecnico o un consulente fiscale.
Hai in programma una ristrutturazione? Venus Design ti aiuta a scegliere le porte interne giuste per il tuo progetto. Scopri le collezioni e trova il rivenditore più vicino per ricevere una consulenza gratuita.
FAQ: Bonus Ristrutturazioni 2026 e porte interne
Posso detrarre le porte se cambio solo quelle?
No, per detrarre la sostituzione delle porte interne occorre che l’intervento sia contestualizzato all’interno di un’opera di manutenzione straordinaria.
Posso ottenere il bonus anche per le porte scorrevoli?
Sì, se la sostituzione rientra in un intervento di manutenzione straordinaria o ristrutturazione edilizia.
Il bonus vale anche per le porte blindate?
Sì. Le porte blindate rientrano nel Bonus Sicurezza 2026, che nel 2026 è confluito nel Bonus Ristrutturazioni con detrazione del 50% per la prima casa e del 36% per la seconda casa. In alternativa, possono beneficiare dell’Ecobonus (detrazione 50%/36%) se migliorano l’isolamento termico dell’edificio e rispettano i requisiti di trasmittanza termica.
Le porte interne rientrano nel Bonus Mobili 2026?
No. Le porte interne sono esplicitamente escluse dal Bonus Mobili, come specificato dall’Agenzia delle Entrate.
È previsto lo sconto in fattura?
No, la detrazione viene recuperata tramite IRPEF in 10 rate annuali.
Quale IVA si applica all’acquisto e alla posa delle porte interne?
10% sulla manodopera e su parte del valore dei beni significativi, 22% sulla quota residua.
Quali documenti devo conservare per la detrazione?
Fatture, bonifici parlanti, dati catastali e, se richiesta, la pratica edilizia.
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